Gentile
collega
Come promesso durante la campagna elettorale iniziamo finalmente con
una opera di informazione periodica su quanto succede all'interno del
nostro ente di previdenza.
Proviamo ad andare in ordine cronologico.
1. Insediamento degli eletti.
La sentenza del TAR ha finalmente permesso l'insediamento degli
eletti, ponendo fine ad una situazione di assenza di governo
dell'ente. Assenza di governo che, va detto, non ha nemmeno
determinato un risparmio di costi amministrativi per l'Ente in
quanto, per motivi ad oggi incomprensibili, hanno inteso continuare a
pagare gli emolumenti agli amministratori decaduti!
A seguito dell'insediamento si è proceduto ad eleggere il
Coordinatore ed il Segretario del CIG ed il Presidente e
Vicepresidente del CdA.
L'unico fra questi eletto all'unanimità è stato il coordinatore del
CIG che, va detto a suo onore, ha avuto il merito ed il buon senso di
presentare un proprio programma operativo per la consiliatura in
corso.
Tutte le altre votazioni sono state oggetto di aspri confronti,
nessuno a carattere programmatico: solo giochi di potere per lo più
sommersi. Uno spettacolo davvero poco edificante sia per chi tirava i
fili e sia per chi rispondeva supinamente al comando.
Il culmine dell'indecenza comunque si è raggiunto con la votazione
del Presidente dell'Epap; votazione che ha visto l'ingerenza
fortissima del presidente nazionale del Conaf con pressioni
(indirette) nei confronti di più o meno tutti gli eletti al CdA e
dirette nei confronti degli agronomi eletti al CIG ed al CdD.
Assistere ad un Presidente Nazionale (e mondiale) degli agronomi che
indice, arbitrariamente e contro il dettato dello Statuto dell'Ente
(che delega agli eletti del CdA la scelta del Presidente), la farsa
di un referendum fra gli eletti è stato uno spettacolo di una
pochezza indimenticabile. Sia per la pesantezza dell'ingerenza e sia
per la assenza assoluta di linee programmatiche. Pur avendo lo
scrivente prontamente comunicato a tutti gli eletti la inopportunità
dell'operazione la gran parte degli eletti, e questo è stato uno
spettacolo ancora più triste, ha supinamente risposto. Poiché è
bene che tutti sappiano a seguire vi invio sia la mail del presidente
Sisti, sia la mia risposta e sia l'elenco di coloro che esprimendo la
loro preferenza (Iacovone - Di Bella - Lo Nigro - Uliana - Berardo -
Secci - Stefanelli - Bruno) hanno avallato l'ingerenza. Contro, mi
ripeto, ogni doveroso senso di rispetto dello statuto.
Alfio Bagalini agronomo
Mail del Presidente Conaf
Andrea Sisti
Care
Colleghe e Colleghi,
come
discusso e comunicato dal sottoscritto nell’ultima riunione il
futuro Presidente dell’EPAP è individuato tra i componenti
del CDA eletti nel Collegio della Categoria dei Dottori Agronomi e
dei Dottori Forestali.
Ci sono tante possibilità di
individuazione di un candidato alla Presidenza, certamente non quella
per la quale il nostro candidato venga scelto dalle altre categorie,
il candidato deve essere scelto dalla nostra
categoria.
Ci sono tante forme potenziali, ma credo che la forma più
corretta, sicuramente la più democratica, è quella di far
esprimere la categoria attraverso gli eletti nei diversi organi
dell’ENTE.
Al fine di poter individuare
il candidato Presidente da sottoporre alle altre categorie vi
formalizzo la richiesta di esprimervi sui dui nostri componenti
del CDA e di inviare al sottoscritto una mail formalizzando la
scelta. Una volta pervenute le vostre determinazioni vi invierò il
resoconto che poi formalizzerò in via ufficiale ai Componenti del
Consiglio di Amministrazione ed agli altri Presidenti del Consigli
Nazionali.
Grazie per la vostra
disponibilità
Andrea Sisti
Mia
risposta (comunicata al Presidente Conaf e, per
conoscenza, agli agronomi eletti in Epap)
Gent.mo
presidente,
pur
apprezzando le Sue considerazioni debbo rappresentarLe la mia
profonda contrarietà nel merito.
Come infatti ben sa ho incentrato la mia campagna elettorale su una chiarezza di programmi e di metodi; ritenendo estremamente deleterio ogni accordo di scambi di voti fra i candidati ai vari collegi in quanto determinano un sistema di veti e controveti assolutamente esiziale per il corretto funzionamento democratico dell'Ente, che deve avere Organismi chiaramente distinti nei compiti e nei ruoli. Il fatto che così non sia stato in passato non è motivo sufficiente perché non lo sia a partire da ora. Ora quindi, da una parte ci si chiede di esprimere una preferenza senza che i candidati abbiano avuto modo di rappresentare a tutti gli eletti il loro programma (chi scrive, ad esempio, non ha mai avuto modo di leggere il programma di uno dei due eletti al CdA), e dall'altra si aggiunge un ulteriore elemento assolutamente negativo che metterà l'eventuale eletto in condizioni di palese debito nei confronti dei componenti degli altri Organi. Ritengo che questo debba essere evitato nel modo più assoluto. Infine, ma non ultimo, lo scrivente è profondamente convinto del fatto che l'attuale Statuto debba essere radicalmente rivisto (non a caso ho parlato di rifondazione dell'Ente alla ultima riunione tenuta al Conaf) non per questo posso però esimermi dal rispettarlo, nella lettera e nella sostanza, fino a quando non sarà stato modificato. Per tutto quanto sopra quindi Le comunico di non potermi esprimere in proposito e chiedo che altrettanto facciano tutti gli altri eletti nel pieno rispetto dello Statuto dell'Ente, nonché nel pieno rispetto dei non agronomi eletti al CdA
Come infatti ben sa ho incentrato la mia campagna elettorale su una chiarezza di programmi e di metodi; ritenendo estremamente deleterio ogni accordo di scambi di voti fra i candidati ai vari collegi in quanto determinano un sistema di veti e controveti assolutamente esiziale per il corretto funzionamento democratico dell'Ente, che deve avere Organismi chiaramente distinti nei compiti e nei ruoli. Il fatto che così non sia stato in passato non è motivo sufficiente perché non lo sia a partire da ora. Ora quindi, da una parte ci si chiede di esprimere una preferenza senza che i candidati abbiano avuto modo di rappresentare a tutti gli eletti il loro programma (chi scrive, ad esempio, non ha mai avuto modo di leggere il programma di uno dei due eletti al CdA), e dall'altra si aggiunge un ulteriore elemento assolutamente negativo che metterà l'eventuale eletto in condizioni di palese debito nei confronti dei componenti degli altri Organi. Ritengo che questo debba essere evitato nel modo più assoluto. Infine, ma non ultimo, lo scrivente è profondamente convinto del fatto che l'attuale Statuto debba essere radicalmente rivisto (non a caso ho parlato di rifondazione dell'Ente alla ultima riunione tenuta al Conaf) non per questo posso però esimermi dal rispettarlo, nella lettera e nella sostanza, fino a quando non sarà stato modificato. Per tutto quanto sopra quindi Le comunico di non potermi esprimere in proposito e chiedo che altrettanto facciano tutti gli altri eletti nel pieno rispetto dello Statuto dell'Ente, nonché nel pieno rispetto dei non agronomi eletti al CdA
Cordialmente
Alfio
Bagalini agronomo
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