lunedì 16 novembre 2015

Mio intervento al CIG del 22.10.2015 in materia di Bilancio Previsionale Epap 2015

Cari colleghi,
Necessaria premessa a quanto dirò è che il mio intervento sul bilancio previsionale 2015 è finalizzata a fornire riflessioni per il bilancio previsionale 2016 che a breve saremo chiamati ad approvare e per il bilancio consuntivo 2015, essendo il bilancio previsionale 2015 qui proposto di competenza della precedente consiliatura.
Inizio manifestando il dolore fisico con cui ho visionato il bilancio previsionale 2015, almeno fino a quando non sono arrivato alle Conclusioni della Relazione Istruttoria della Prima Commissione CIG; relazione che fa giustizia di una serie di enormità presenti nel bilancio previsionale (bocciato dal precedente CIG).
Ad integrazione mi sento comunque di aggiungere quanto a seguito:
Confronto fra bilanci: non è possibile esprimersi su un bilancio preventivo di un anno avendo a riferimento il solo bilancio preventivo dell'anno precedente. Di fatto, in assenza di almeno un bilancio consuntivo ultimo disponibile, il lavoro diventa il confronto fra due bilanci di fantasia, senza alcun collegamento con la realtà verificatasi. Ritengo necessario inoltre, ai fini di una migliore lettura, che le variazioni siano espresse anche in termini percentuali e non solamente in termini assoluti.
Software: non è possibile dichiarare in bilancio che il software di gestione appena acquistato è oramai obsoleto e dovrà essere sostituito per poi metterlo in ammortamento addirittura in 5 anni. Se a ciò aggiungiamo che codesto software obsoleto è stato pagato 512.000 euro capite bene l'enormità della cosa. Ho piena consapevolezza che tutto ciò è stato subito dal precedente CIG ma è bene che sia ripetuto, quantomeno per conoscenza di tutti. Delle due una: o il software è obsoleto e quindi va ammortizzato nell'anno (massimo in due anni) oppure non è obsoleto (cosa notoriamente non vera) e solo in tal caso può essere ammortizzato in 5 anni. Altrimenti si sta solo maldestramente cercando di mascherare agli iscritti una pesante perdita.
Rivalutazione dei montanti: ritengo che a bilancio si sarebbe dovuto prevedere, nello spirito di prudenzialità, una rivalutazione dei montanti degli iscritti in considerazione del fatto che vi era una controversia in corso (che ha avuto esito conforme alla tesi dell'Ente) e che permette una migliore rivalutazione a favore degli iscritti con conseguenze negative sulle riserve dell'Ente. Dico ciò nella consapevolezza che non vi era certezza dell'esito ma conscio che un bilancio per poter essere prudenziale deve farsi numericamente carico delle incertezze.
Avrò modo di affrontare le altre questioni in sede di analisi del bilancio preventivo 2016.

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