Gentili
colleghi
Prima
di parlare su quanto di buono e di migliorabile ci sia in questo
bilancio ritengo di dover spendere alcune parole su ciò che manca:
il riferimento al bilancio assestato. Riferimento che manca perché,
per la prima volta nella storia dell'ente non è stato necessario
redigerlo; e non è stato necessario perché, evidentemente, il
bilancio preventivo 2018 ha avuto puntuale attuazione nel corso
dell'anno. Vale a dire che la attività di programmazione ed
indirizzo politico svolta dal CIG ha avuto pieno riscontro numerico.
A certificazione del fatto che, per il terzo anno consecutivo, il
bilancio preventivo non rappresenta più un esercizio di fantasia
(come è stato fino al preventivo 2016) ma un atto in cui le volontà
e le progettualità politiche si esprimono in numeri per diventare
realtà. Il "prezzo" da pagare a questa svolta (che al
tempo definii epocale) è che non abbiamo più, a consuntivo, i
mirabolanti risparmi di costo (almeno 1.5 milioni di euro) che tanta
ammirazione trovavano nel precedente collegio sindacale ma, per
contro, i risparmi che riscontriamo negli ultimi bilanci sono,
finalmente, reali e concreti; non di fantasia. Ribadisco tutto
ciò non certamente per ricordare, come peraltro ha già riconosciuto
il presidente, la battaglia (anche aspra) fatta dal sottoscritto sin
dall'insediamento; ma solo e soltanto per riconoscere la lungimiranza
e la dimostrazione di forza operata dal Cda nell'accettare le
proposte fatte dal più critico dei consiglieri CIG e metterle in
pratica a beneficio dell'intero Ente e degli iscritti. A loro, molto
più che a me va il merito di questo risultato di cui oggi
raccogliamo nuovi frutti, motivo per cui, pur avendo più volte
manifestato apprezzamento per il nuovo modo di fare i bilanci
preventivi, era doveroso da parte mia ribadire oggi tale
riconoscimento.
Contenimento
delle spese (parsimonia amministrativa)
Prendo
atto favorevolmente della azione di contenimento delle spese che,
iniziata da tempo con la revisione di tutti i contratti a scadenza, e
proseguita in questi anni, vedrà la chiusura nel corso del 2019. Che
ci fossero ampi margini di miglioramento era evidente da subito, non
solo al sottoscritto, e quando le cose si fanno occorre darne atto e
riconoscimento.
Iscritti
al centro dell’attività dell’Epap
Prendo
atto favorevolmente della volontà di "migliorare la qualità
dei servizi agli iscritti e l'efficienza operativa dell'Ente"
che significa, finalmente, mettere l'iscritto al centro della
attività dell'Ente (e non più i dipendenti o gli amministratori).
Dico questo nella consapevolezza che tale azione dovrà essere
continua e costante, come continua e costante dovrà essere la
attività di vigilanza in merito. Su questo punto sicuramente
meritevoli di menzione sono:
-
la internalizzazione di alcuni servizi agli iscritti;
-
la dilazione delle scadenze di pagamento lungo l'arco dell'anno;
-
la revisione del regolamento sanzionatorio (purtroppo però non
ancora approvato);
-
la prossima attuazione di iniziative utili alla consapevolezza degli
iscritti sulla formazione (ed entità) dell'assegno pensionistico;
-
tutte le azioni di welfare attivo (non ultima la convenzione con il
Sole 24 ore) e di assistenza;
Mentre
per contro:
-
la scadenza di presentazione del modello 2 prima della scadenza del
modello unico è ancora esempio di un ente che ha al centro i
dipendenti e non gli iscritti;
-
la assenza di azioni concrete del CdA in materia di riforma del 103
(faccio riferimento alla riforma/eliminazione del Comitato dei
Delegati ed al contenimento del numero dei componenti CIG), che pure
era presente nel previsionale 2017, rimane esempio di ente che ha al
centro gli amministratori e non gli iscritti. Su tale punto non posso
non ricordare come la continua crescita del numero dei componenti CIG
(+ 4 nel 2020), al di là dell'incremento dei costi comunque da non
sottovalutare, determinerà inevitabilmente una perdita di efficienza
dell'organo e, sicuramente, di efficacia; con alterazione degli
equilibri a tutto vantaggio del CdA. Di esempi su altri enti similari
ne abbiamo fin troppi, anzi noi in questo rappresentiamo l'eccezione,
una eccezione che noi consiglieri CIG per primi dovremmo preservare
(proprio con il contenimento dei numeri).
Lotta
all'evasione
Premesso
che ogni azione di contenimento e contrasto dell'evasione
contributiva troverà sempre la approvazione dello scrivente ritengo
che ognuno di noi debba maturare la consapevolezza del fatto che ogni
collega che, in forza della azione di accertamento, diventa iscritto
Epap (anche colui che è stato evasore sin dalla costituzione
dell'Ente), in quel preciso istante diventa, in quanto iscritto,
patrimonio dell'Ente. A costoro, che in alcuni casi presenteranno
problematiche ed istanze nuove (quantomeno per entità degli importi)
dovremo dare risposte e soluzioni necessariamente nuove (quali ad
esempio, su tutte, una dilazione di pagamento che vada oltre i 5
anni) sia per evitare situazioni drammatiche che non voglio nemmeno
immaginare e sia per rendere effettivamente esigibile il credito
accertato.
Sempre
su questo argomento colgo l’occasione per evidenziare come la
attività di contenimento dell’evasione, nella misura in cui
permette di individuare tutti gli iscritti agli Albi di riferimento
che però non sono iscritti Epap ma sono iscritti ad altra cassa
previdenziale (periti agrari, agrotecnici, geometri…), può
diventare strumento di promozione dell’Epap verso costoro, nei
confronti dei quali l’Epap può diventare attrattivo, sia con
politiche di remunerazione del montante contributivo, sia con
politiche di welfare attivo, e non ultimo grazie ad un sistema
sanzionatorio finalmente equo. È una sfida nuova ma che ritengo vada
raccolta perché sarebbe un potente termometro di gradimento
dell’Epap da parte degli iscritti.
Redditi
degli iscritti
Il
dato più preoccupante che emerge dalla analisi dei versamenti degli
iscritti è il continuo calo di redditività netta degli iscritti
tutti (il cui livello di redditività è fermo a 10 anni fa) che ha
effetti negativi di trascinamento sul numero degli iscritti attivi
(in calo), con numeri sempre maggiori di colleghi che si rifugiano
nella funzione pubblica.
Faccio
presente a tal proposito due soli numeri (elaborati dal sottoscritto)
tra i più significativi:
-un
reddito netto medio degli iscritti alle due principali categorie
(agronomi-forestali e geologi) nell’intorno di 1.300 euro/mese;
-una
redditività netta, per le medesime categorie, all’80% del reddito
lordo (a dimostrazione che i nostri iscritti hanno completamente
esaurito ogni margine di contenimento dei costi).
In
merito alle prospettive di rendimento netto
Prendo
atto del fatto che, coerentemente con le prospettive di mercato
correnti, il rendimento netto previsto per il 2019 ammonta ad un
1,7%. Ricordo però che la sostenibilità dell’Ente nel lungo
periodo con integrativo al 4% e soggettivo al 12% si verifica con una
media pluriennale del rendimento netto (dato A.L.M.) al 2,2%. Di
questo non potremo dimenticarci nel momento in cui andremo ad
assumere decisioni in materia di aliquote contributive.
Fa
comunque piacere riscontrare su tale punto, pur nella consapevolezza
che non sia un merito ascrivibile al sottoscritto (non solo almeno)
la riconsiderazione operata da molti amministratori, presidente in
primis, per sua stessa ammissione, sulla opportunità e sostenibilità
(sia per gli iscritti e sia per l’ente) dell’aumento del
contributo soggettivo.
Infine
A
chiusura dell’intervento ritengo comunque opportuno informare tutti
che il sottoscritto è pienamente consapevole che la revisione
dell’impianto sanzionatorio, dell’organigramma e del
funzionigramma erano obiettivi già presenti nel previsionale 2018 e
persino nel previsionale 2017. Essendo però un inguaribile ottimista
continuo a prendere atto favorevolmente di tali positive intenzioni
nella speranza che possano trovare finalmente attuazione nel corso
del 2019; così come spero che nel 2019 questo Consiglio possa sapere
nel dettaglio cosa è successo nelle elezioni Epap 2015; l’ho
chiesto tutti gli anni, vorrei non doverlo richiedere il prossimo
anno.
Come sempre prezioso ed esaustivo. Grazie Alfio per il tuo personale impegno e grazie a tutti gli Amministratori che operano nell'interesse della nostra e delle altre categorie.
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