lunedì 4 giugno 2018

EPAP - Comunicato n. 13 – Attività di prevenzione dell'evasione contributiva

ATTIVITÀ DI PREVENZIONE DELL’EVASIONE CONTRIBUTIVA

Ai colleghi CIG tutti

Gent.mi colleghi,
grazie alla mail del collega Cariolato ho avuto modo di riflettere su una lacuna profonda del nostro sistema di contrasto all’evasione contributiva.
Mi riferisco in particolare alla assoluta assenza di azioni di prevenzione dell’evasione stessa. Ad oggi infatti l’Ente, e questo CIG in particolare con il contributo notevole della V Commissione, ha elaborato molteplici proposte in materia di lotta alla Evasione ed alla Elusione.
Nulla però, occorre ammetterlo, è stato fatto in materia di prevenzione dell’evasione contributiva. Né possiamo considerare ciò come una mancanza della commissione citata in quanto la prevenzione è pienamente al di fuori del mandato conferitole.
Ad oggi pertanto la situazione è (molto sommariamente) la seguente:
  1. chi riesce a pagare regolarmente lo fa nei tempi e modi previsti;
  2. chi vorrebbe pagare regolarmente ma non riesce e paga come può, con ritardi e conseguenti sanzioni;
  3. chi ha difficoltà ancor più gravi e magari partecipa al bando dell’assistenza;
  4. chi non vuole pagare e continua a non pagare.

A chi è rivolta la proposta
La proposta che sono a fare intende occuparsi di coloro che (punto 2):
  • sono regolari con i versamenti dovuti;
  • vivono una situazione di temporanea difficoltà (ma magari non così forte da accedere all’assistenza);
  • vorrebbero comunque continuare ad essere regolari.
Personalmente ritengo che l’Epap debba una risposta coerente e quantomeno non penalizzante rispetto a chi ha manifestato nel tempo minore regolarità nei confronti dell’Ente.
Ad oggi infatti l’Ente non ha nulla da proporre a costoro, salvo il dire: vai in banca, prendi un prestito e pagami. Ma credetemi (e qui parlo da banchiere e non da membro CIG) la banca non ama dare soldi a chi vive situazioni, seppur temporanee, di difficoltà. Per non dire poi che i tassi bancari sono ben diversi delle rivalutazioni dei montanti (con conseguente impoverimento dell’iscritto).

Oggetto della proposta
La proposta è di prevedere la possibilità di dilazionare il versamento di 1 anno (uno soltanto) in un periodo successivo fino ad un massimo di 5 anni (durata scelta dall’iscritto con un minimo di versamento mensile definito dall’Ente; es. 100 euro/mese).
Le condizioni della dilazione saranno:
  1. essere in regola con i versamenti;
  2. essere in regola con la presentazione dei Modelli 2;
  3. non determinare costi per l’ente;
  4. non avere altre dilazioni di versamento simili in corso.

Essere in regola con i versamenti
La necessità di essere in regola con i versamenti per poter accedere alla dilazione:
  • ha una logica in quanto questa misura intende aiutare solamente coloro che sono i n regola e non chi è in ritardo con i pagamenti;
  • può servire all’Ente a recuperare quegli importi (ad es. fino a 1.000 euro) che di fatto rappresentano i 2/3 degli iscritti in condizione di non conformità. Infatti per costoro potrebbe risultare conveniente mettersi in regola (per poi dilazionare l’importo dell’anno corrente) anziché pagare per intero l’importo dovuto nell’anno. E magari anche qualcuno con importi superiori.

Essere in regola con la presentazione dei Modelli 2
La necessità di essere in regola con la presentazione dei Modelli 2:
  • è elemento essenziale alla concessione della dilazione in quanto l’Ente viene incontro solo a chi intende avere un rapporto trasparente con il proprio ente di previdenza;
  • può significare un miglioramento del numero di modelli recuperati.

Non determinare costi per l’ente
La dilazione non deve essere onerosa per l’Ente e pertanto il tasso di dilazione (poiché comunque dovranno essere applicati degli interessi alla dilazione) dovrà essere almeno pari (o superiore) al tasso di rivalutazione accordato dall’Ente sui montanti dell’iscritto (la cosa è fattibile in termini di determinazione con diverse soluzioni possibili).
D’altra parte l’iscritto avrà il vantaggio, non trascurabile di non avere sanzioni o more in quanto la dilazione viene richiesta (ed accordata) anticipatamente alla scadenza del pagamento. Evitare sanzioni o more è importante nello spirito di avvicinamento dell’Epap all’iscritto (elemento distintivo di questa consiliatura)

Non avere altre dilazioni di versamento simili in corso
Questo è un elemento essenziale della proposta in quanto la dilazione deve essere l’eccezione e non la norma. Chi volesse accedere ad una nuova rateizzazione dovrebbe pertanto o aver già chiuso una dilazione precedentemente accordata o chiuderla anticipatamente per poi ripresentarne una nuova.
Fra l’altro accordare una sola dilazione alla volta avrebbe un ulteriore vantaggio: liberare l’ente dalla azione di definizione e verifica dello stato di bisogno della dilazione. Voglio dire: una volta chiesta la dilazione l’ente non va a verificare lo stato di bisogno, verifica solamente se il richiedente:
  • è in regola con i versamenti;
  • è in regola con i modelli 2;
  • non ha altre dilazioni accordate.
verificate queste condizioni la dilazione è accordata in automatico.
I vantaggi sono i seguenti:
  • ci si risparmia in costi di personale per le valutazioni;
  • vengono meno tutte le eventuali controversie con gli iscritti;
  • non si hanno costi di gestione (la verifica dei 3 punti precedenti è praticamente automatica).
Semmai si potrebbe valutare se concedere detta dilazione a chi ha in corso una dilazione di altro tipo (per ritardati pagamenti); ragioniamoci insieme ma personalmente sarei dell’idea (almeno inizialmente) di accordarla solo a chi è pienamente in regola.

Corollario della proposta
Il mancato puntuale pagamento di due o più rate, anche non consecutive, fa decadere dalla dilazione e scattare le sanzioni.
Ulteriore aspetto su cui riflettere insieme è se il mancato versamento dei contributi degli anni successivi, o la mancata presentazione dei modelli 2 negli anni successivi, in permanenza del puntuale pagamento della dilazione in essere, faccia decadere o meno l’iscritto dalla dilazione (in linea di principio direi di no, volendo essere pratico forse finché paga è meglio riscuotere).

Conclusioni
Chi scrive ben sa che il CdA sta lavorando ad una dilazione di qualche mese dei pagamenti. Però personalmente considero ben bizzarro che si dia una dilazione di qualche mese a chi è in regola e fino a ben 5 anni a chi è in gran ritardo. La cosa non funziona! Così facendo infatti si finisce per davvero, come dice il collega Borella, per penalizzare chi è regolare (o almeno cerca di esserlo) rispetto a chi in regola non è.

Richiesta
Ritengo pertanto e chiedo che venga ampliato il mandato della V Commissione affinché, dopo aver preso in considerazione le possibili azioni di recupero e “cura” dell’evasione ed elusione si prendano in considerazione tutte le possibili azioni di prevenzione dell’evasione medesima.
Sarebbe un ulteriore passo di avvicinamento dell’Ente agli iscritti; magari piccolo in termini numerici ma estremamente importante in termini di immagine.

Alfio Bagalini

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