Carissimi colleghi,
come da prassi ormai consolidata faccio seguire i miei comunicati
periodici da alcune delle vostre risposte in merito. Sia perché
ognuna di essa è occasione di riflessione ed approfondimento, sia
perché nell’insieme danno l’idea di quale sia la situazione
generale del nostro vivere quotidiano professionale; ma soprattutto
perché sono la migliore delle dimostrazioni che non siamo un
gruppuscolo di arrabbiati inconcludenti (come molto spesso hanno
voluto dipingerci) ma persone serie, portatori di proposte concrete
finalizzate a migliorare la nostra situazione previdenziale ed
assistenziale e che VOGLIONO e PRETENDONO, giustamente, che questo
venga fatto. Bene e presto, perché è già tardi! E quando siamo
arrabbiati è perché abbiamo delle solide ragioni.
I risultati del mini sondaggio prevedono un po’ meno di 1/3 dei
colleghi contrari ad ogni aumento contributivo ed i restanti 2/3
favorevoli all’aumento del contributo integrativo purché destinato
interamente a montante. Nessuno ha espresso parere positivo
all’incremento del contributo soggettivo obbligatorio. In ogni
caso: a seguire alcuni dei pareri espressi, come sempre in ordine
alfabetico di regione di provenienza.
Calabria
In merito alla comunicazione di cui all'oggetto che peraltro non mi è
stata inviata ma ho letto sulla casella di un collega agronomo,
esprimo contrarietà all'aumento del contributo integrativo dal 2 al
4%. In questa crisi che ci sta attanagliando già facciamo fatica a
pagare i contributi dovuti. In subordine ritengo la soluzione di
destinare l'intero importo a contributo integrativo una soluzione più
praticabile ma solo se strettamente necessario. Piuttosto mi risulta
che ci sono numerosi colleghi iscritti agli Ordini che risultano
sconosciuti all'Epap per cui sarebbe opportuno fare una verifica
seria e recuperare cifre importanti. Dopo tutto non è una cosa
difficile. Basta incrociare i nomi degli iscritti all'Ordine che sono
tenuti ad iscriversi all'Epap e i nomi di quelli già iscritti
all'Ente e.... voilà vedrai quanti soldi si recuperano. devo
suggerirlo al mio amico Poeta..... Grazie per quello che riuscirete a
fare e cordiali saluti.
Campania
Caro Alfio ti ringrazio nuovamente per il lavoro che stai svolgendo.
Io non sono d'accordo con l'aumento al 4% Trovo già il 2 % più che
sufficiente e in più diverse volte ho avuto problemi per quel 2% che
i clienti non volevano pagare. Alla fine mi trovo sempre a doverli
"decurtare" dalla mia fattura... Piuttosto vorrei che ci
spiegasi meglio in quali caso l'ente potrebbe accorparsi ad altri
enti. Ti ringrazio nuovamente.
PS: se hai un poco di tempo vorrei parlarti anche di un altro
problema: l'assicurazione sanitaria che l'Ente stipula per noi. La
trovo una grande fregatura. Mi sono operato e sono fermo da quasi un
mese e non è previsto nessun rimborso o alcun aiuto di nessun tipo.
Emilia Romagna
Grande Alfio!
Per me è una follia l'incremento dal 2 al 4. Dal momento che ormai
tutti gli incarichi ANCHE COL PUBBLICO vengono computati sul lordo
non vedo perché ridurre ancora la parte "pulita" che mi va
in tasca. Non ne vedo motivo. Meglio fare la fame oggi ed essere un
anzianissimo benestante??
Ciao Alfio,
Benissimo per la apertura del dibattito; mi chiedo però: non si
potrebbe mettere anche in discussione l'attuale destinazione del 2%?
A detta del presidente del mio ordine serve a coprire le (enormi e
ingiustificate) spese dell'Epap.
Aumentare al 4% il contributo integrativo non mi appassiona, anzi.
Quasi sempre il contributo integrativo me lo pago io per le mie
scarse possibilità negoziali.
Pienamente d’accordo invece sulla necessità di non aumentare il
contributo soggettivo; in proposito ero già stato avvisato dal
presidente del mio ordine, che vorrebbe aprire un ampio dibattito sul
tema. Colgo la palla al balzo e propongo di invitarti?
Lazio
Salve
Alfio,
per
gli iscritti non vedo il vantaggio del contributo integrativo al
4%,mentre vedo il pericolo che in un futuro, con decisioni
dell'amministrazione Epap e senza consultazione degli iscritti, si
modifichi la ripartizione tra montante e altro. Inoltre acuirebbe le
difficoltà di molti colleghi che si trovano a fatturare per tanti
motivi somme ingenti con costi (ingenti) non verso iscritti EPAP. E'
un problema serio. Io sarei per una riduzione dell'integrativo oppure
per basarlo sull'imponibile. Per me questa diversa base di calcolo, è
una vera distorsione.
Saluti
Caro Alfio,
senza dubbio ti saranno giunte le manifestazioni di preoccupazione di
molti iscritti circa l’ipotesi di aumento del contributo
integrativo. Nella prospettiva sempre più concreta dell’aumento
della percentuale IVA già prevista dalle clausole di garanzia, il
timore di molti iscritti è che, per la clientela, non sia
accettabile un ulteriore sensibile aumento di costo e di essere
quindi costretti ad una riduzione dei propri onorari del 3 o 4% per
compensare i maggiori costi di imposta e contributivi a carico del
cliente.
Certamente se comunque si decidesse di aumentare comunque al 4% il
contributo integrativo è certamente da preferire l’ipotesi
alternativa e cioè:
-
destinare i 3/4 dell'aumento del contributo integrativo a montante di ciascun iscritto;
-
destinare 1/4 dell'aumento del contributo integrativo alla costituzione di un fondo di riserva nominale (uno per ciascun iscritto), da cui attingere negli anni in cui i rendimenti degli investimenti saranno inferiori alla media quinquennale del PIL. Detto fondo nominale verrà interamente riversato a montante al momento del pensionamento dell'iscritto.
Ringraziandoti per la disponibilità e la condivisione di
queste preziose informazioni e scusandomi per il ritardo nella
risposta ti auguro un proficuo proseguimento nel tuo lavoro.
Ciao
Alfio,
intanto
ti ringrazio per l'impegno che profondi in questa battaglia e la
chiarezza con cui trasmetti le "vere" problematiche
previdenziali della categoria agli iscritti cercando di
sensibilizzarli e renderli protagonisti. Da parte mia farò di tutto
per darti supporto e sostegno e cercherò, nei limiti del possibile,
di fare in modo che il mio l'ordine organizzi un incontro
informativo. Anzi, a tale proposito, ti pregherei di comunicarmi
quando potresti essere da noi prossimamente così cercherò di
organizzare un contatto diretto col nostro Presidente che ha sempre
dimostrato una straordinaria sensibilità verso le problematiche
previdenziali.
Buon
lavoro
Gent.mo Alfio Bagalini
ho letto il comunicato e condivido pienamente la tua opinione in
merito all'esclusivo vantaggio per gli iscritti. Ti ringrazio per il
lavoro svolto. Cordiali saluti
Sardegna
Carissimo Alfio,
concordo integralmente con la tua opinione (come descritta nella
e-mail) ti saluto cordialmente ciao.
Sicilia
Interessante… Ti farò sapere.
Toscana
Grazie Alfio,
ero sicuro che saresti stato la persona giusta al posto giusto. Per
quanto mi riguarda ho fiducia assoluta nelle tue decisioni e ti
ringrazio per l’onere che ti assumi nel darci queste informazioni.
Per quanto mi riguarda decidi tu, sono sicuro che sarà la scelta
migliore, a presto
Salve Alfio,
e grazie per il prezioso aggiornamento. Personalmente sono d'accordo
con entrambe le ipotesi che prospetti. Mi azzardo a proporne una
terza, tenendo conto della difficile situazione economica del Paese e
del nostro settore: è possibile portare il contributo integrativo al
3% ?
cordialmente
Trentino Alto Adige
Concordo con la proposta Bagalini che sottoscrivo in pieno, ma che
non porta però grandi effetti agli iscritti più anziani e a
quelli prossimi alla pensione.
La rivalutazione del montante deve essere vicina al risultato
annuo degli investimenti a cui deve essere aggiunta una integrazione
al minimo della pensione (vedi assegno sociale) e riducendo di almeno
il 50% il costo dei consiglieri a vario titolo (numero e spesa), del
personale (del tutto esorbitante) e delle consulenze inutili e
eccessive (riferimento centro spesa unico).
Dovrà altresì essere ricalcolata la rivalutazione del montante a partire dall'anno 2012.
Aggiungo che il calcolo della pensione con il solo metodo contributivo va radicalmente modificato e compensato a scapito dei pensionati che godono del privilegio di una pensione calcolata con il metodo retributivo (equità sociale).
Dovrà altresì essere ricalcolata la rivalutazione del montante a partire dall'anno 2012.
Aggiungo che il calcolo della pensione con il solo metodo contributivo va radicalmente modificato e compensato a scapito dei pensionati che godono del privilegio di una pensione calcolata con il metodo retributivo (equità sociale).
Nel mio caso, ad esempio, ma non sarò solo, con 65.000 euro di
contributi versati avrò una pensione da fame nonostante 25 anni di
contributi e 47 anni di lavoro (università compresa) mentre un
pensionato con gli stessi miei contributi versati con il metodo
retributivo percepisce una pensione 4-5 volte maggiore.
Un'ultima informazione utile per chi si trovasse nelle mie
condizioni: sapete quanto c'è voluto finora da parte di INPS e EPAP
(per le loro parti) per aggiornare i miei contributi INPS, chiedere
l'importo della ricongiunzione e la ricongiunzione (non ancora
conclusa)?
3 anni, più di 2 anni e mezzo con INPS e 4 mesi (finora) con
EPAP.
Meditate gente, meditate!!!!
Saluti
Umbria
Ovviamente condivido con te l'aumento dal 2 al 4% del contributo
integrativo a carico del cliente in quanto altre categorie (geometri
etc) lo hanno già da tempo. Sono altresì convinto che lo si debba
destinare esclusivamente al montante pensionistico dato che avremo
una pensione pari al 20% del reddito dichiarato!!!. Riguardo
all'aumento del contributo soggettivo stante la situazione attuale è
assolutamente impensabile. Tieni duro perché Poeta a Perugia aveva
presentato questa ipotesi suscitando un malcontento comune.
grazie del lavoro che stai facendo.
Un abbraccio
Valle d’Aosta
Ciao Alfio
Sono d'accordo con la tua prima ipotesi. Se necessario per questioni
di opportunità o perché non si può ottenere di più va bene
anche il piano B. Hai comunque tutta la mia fiducia. Bravo stai
facendo un ottimo lavoro non mollare. Un saluto
Nessun commento:
Posta un commento